Da Van Gogh a Arles

VAN GOGH ALIVE

L’altro giorno sono stata a vedere “Van Gogh Alive“, la mostra multimediale alla Fabbrica del Vapore a Milano.

La mostra consiste in un grande stanzone attrezzato con molteplici videoproiettori che, accompagnati da musiche scelte ad hoc, proiettano la vita di Vincent Van Gogh vista attraverso la sua monumentale produzione artistica.
Sebbene alcuni momenti siano di grande impatto (come le composizioni floreali parigine e l’ovvio, ma comunque d’effetto, sparo finale) in totale la mostra mi ha lasciata piuttosto delusa.

Fatemi spiegare: l’idea è buona e non ho dubbi che la realizzazione sia stata fatta con cura, ma rimane il fatto che una mostra su un pittore, senza nemmeno un quadro, deve davvero darti qualcosa in più per invogliarti a vederla! In effetti la pubblicità lascia intendere che questa mostra quel qualcosa lo abbia, dal momento che viene definita “un’esperienza multimediale indimenticabile”.

Ecco… su questo in effetti ho molte riserve. Forse se i proiettori avessero preso in considerazione tutte le pareti disponibili (anche il soffitto), forse se la proiezione fosse stata leggermente più lenta senza costringerti a correre qua e la per la stanza per riuscire a vedere gli angoli ciechi, forse se fosse stata strutturata in più sale, una per ogni tappa del percorso dell’artista… ecco… allora forse l’esperienza sarebbe stata indimenticabile.
Così invece rimane solo il ricordo di aver fatto della strada per una visione di 20 minuti di che l’ascia l’amaro in bocca.

Questo ovviamente non vuol dire che non tornerei in futuro a vedere mostre di questo genere… sono ottimista e immagino che esperimenti di questo genere possano portare in futuro ad esibizioni che saranno davvero di altissimo livello!

Ah, quasi dimenticavo… il quadro all’inizio è la “Vigna Rossa”, l’unico quadro che Van Gogh è riuscito a vendere durante la sua vita, e fu dipinto durante il periodo che l’artista passò ad Arles.

IL MISTERO DELL’ARLESIENNE

Van Gogh, durante il soggiorno ad Arles, dipinse un ritratto della signora Ginoux, che poi venne soprannominato “L’Arlesienne”.

Ma “L’Arlesienne” si cui parleremo adesso è un’altra, ovvero quella creata dalla penna di Alphonse Daudet.
Il dramma omonimo comparì sulle scene teatrali con le musiche di Bizet e poi successivamente divenne anche un’opera, mentre ai nostri giorni va ancora in scena come balletto.
Ma, in sostanza, di cosa parla? Di una ragazza di Arles, l’Arlesienne del titolo appunto, direte voi. Ebbene… sì… e no.

Certo che di questa donna se ne parla, ma quello che la rende inafferrabile è che non compare mai di persona.
Questa particolarità ha fatto sì che negli anni sia stata identificata come la donna misteriosa per antonomasia, al punto che in Francia c’è anche un modo di dire, ovvere “Recitare l’Arlesiana”, intendendo una cosa attesa ma che non arriverà.
… e a tutt’oggi nessuno sa chi fosse la misteriosa protagonista che ispirò questo dramma…

Il quadro iniziale è della pittrice francese Brigitte Grange, un’artista che più e più volte ha dipinto le donne di Arles nei loro costumi tipici.

ARLES E LA FERIA

Il momento migliore per vedere le donne di Arles nei loro costumi tipici è sicuramente durante la feria.

Ebbene sì, Arles si trova sul confine tra la Provenza e la Linguadoca, in una zona della Francia in cui si tengono Ferie spagnole.
Ad Arles le Ferie sono due, quella di Pasqua e quella del Riso, nel mese di settembre, ed entrambe hanno come culmine tre giorni di corride all’interno dell’arena romana della città.

Una corrida è sempre un grande spettacolo, e sicuramente un’arena romana aggiunge un fascino intenso che lascia vagare i ricordi verso grandiosi giochi gladiatori.
Inoltre di solito le corride che si tengono durante le ferie di Arles vedono come protagonisti toreri di prim’ordine, sempre molto attesi ed osannati dal pubblico.

Aggiungete a tutto questo che, giungendo dall’Italia, Arles è località più vicina in cui vedere una corrida e capirete come mai le sue ferie siano tanto apprezzate anche dagli aficionados italiani!

La foto sopra è una delle mie, scattata appunto durante una corrida ad Arles.

LES ANDALOUSES

Va bene, lo so.

Molte persone non amano le corride: sono crudeli, antianimaliste ecc..

Questo però non è un valido motivo per non visitare Arle durante la feria.

Tutta la città è in festa, ci sono tantissime iniziative, gruppi che suonano per le strade e gente che balla, stand che vendono ogni tipo di leccornie e bar che innaffiano l’ebrezza dei partecipanti con abbondanti dosi di pastis.

E se siete invogliati a provare uno di questi strepitosi eventi vi conviene fare un salto alla bodega “Les Andalous”, il vero cuore pulsante della festa! Basta anche solo guardare le loro locandine per essere invogliati!

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